Difesa dell’ambiente, sostenibilità, verde, green, Agenda 2030… Sono molti i concetti e i termini che si mettono abitualmente in campo parlando dei problemi ambientali e della sensibilità sempre più diffusa nella difesa di questo nostro maltrattato pianeta. Tra questi c’è anche il termine bioedilizia, che rinvia innanzitutto alla pratica di costruire edifici utilizzando elementi naturali, rispettando l’ambiente.

Il termine “bioedilizia” o “bioarchitettura” è usato per indicare certe modalità di progettazione, costruzione e gestione di un edificio, volte a preservare l’ambiente, riducendo l’impatto negativo su quest’ultimo.
Ed è proprio questo che EvoLiving significa, bioedilizia: i materiali impiegati per la realizzazione delle sue pareti sono – al contrario di quello che accade in altri casi – tutti assolutamente naturali, ecosostenibili ed ecocompatibili.
La scelta dei materiali ha un ruolo di primaria importanza in tutte le opere costruttive di questo tipo, colui che sceglie o progetta una casa ecologica sa bene che le risorse naturali non sono inesauribili e di conseguenza opta per la scelta di materiali ecocompatibili, cioè derivati da fonti naturali ma scaturiti da un processo produttivo che non abbia un impatto negativo sull’ambiente e che siano riciclabili o il cui eventuale smaltimento non arrechi danno all’ecosistema.

Inoltre, le pareti EvoLiving consentono agli edifici di raggiungere senza problemi la certificazione A+, criterio che da solo parla di risparmio energetico e di comfort. Per questo possiamo affermare che con EvoLiving non c’è greenwashing. C’è soltanto il green. Vale a dire, la vera bioedilizia, con tutti i suoi vantaggi di rispetto per l’ambiente e di risparmio energetico.